HAPPYCAMP: un ringraziamento particolare dal Gruppo dell’Amicizia di Ferrara

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    Eccoci di ritorno a casa dopo un altro soggiorno all’ “Happy Camp Florenz”: posso parlare al plurale perché abbiamo parlato di questa esperienza in modo condiviso.

    Il ripetersi di questo particolare opportunità sembra arricchirsi, di anno in anno, di un di più che ogni volta mi meraviglia. Sì, davvero quest’anno abbiamo vissuto una meraviglia, essendosi accordate in modo mirabile tre condizioni.

    Parto dalla più esteriore, comunque tanto gradita, e mi riferisco alla condizione metereologico ambientale. Il sole pieno, ancora però non da canicola estiva, restituiva ai tanti fiori, alle chiome dei grandi pini marittimi e poi al cielo, alle nuvole ed infine al mare, colori così vividi da rendere quasi palpabile l’idea di armonia e bellezza.

    Anche i gorgheggi dei merli, il tubare dei colombi, le grida dei gabbiani in alto ed il sommesso cinguettio dei piccoli uccelli tra i rami degli alberi più bassi, aggiungevano un tocco sonoro speciale. In questa sinfonia plurisensoriale non mancava il profumo avvolgente dei fiori del pitosforo che ti accompagnava nelle passeggiate lungo i viali del camping, prontamente sostituito dall’odore del mare una volta raggiunta la spiaggia. Devo poi aggiungere per completezza, che anche il gusto ha ottenuto momenti di alta soddisfazione nell’assaporare i golosi manicaretti che facevano bella mostra di sé per la colazione, il pranzo e la cena.

    La seconda componente riguarda il personale. L’impressione è che per ottenere traguardi di gentilezza, disponibilità e pazienza coniugati con professionalità nei vari tipi di operato, occorra una regia centrale molto convinta e convincente che parte da chi detiene la complessa responsabilità di gestione, come un direttore d’orchestra che impartisce uno stile, direttive rispettose, chiare ma cogenti per la realizzazione dell’unica sinfonia.

    Tengo per ultimo l’aspetto più profondo che è l’umile ma potente spettacolo della cura, dell’attenzione, della ricerca di ciò che fa bene (nel senso anche più diversificato), della pazienza che coinvolge gli accompagnatori nei confronti dei cosiddetti ragazzi fragili, primi destinatari di questa speciale iniziativa patrocinata da vari Rotary in modo così illuminato. Nelle situazioni più complesse sono spesso i genitori (a volte fratelli o sorelle) ad affiancare i propri cari. È per me una lezione di vita vedere con quanta dedizione, determinazione, costanza, energia (spesso a dispetto della loro età anagrafica) si prendono cura dei loro ragazzi.

    Se lo sguardo rimane posato in superficie si potrebbe rilevare solo una situazione penosa: niente altro che fatica e dolore. Ma non è questo che emerge se si osserva meglio e soprattutto se si entra con loro, anche per poco, in una situazione di relazione.

    Dalla fatica di ogni momento, dalle preoccupazioni del “dopo”, dal pensiero a volte di non farcela, viene fuori caparbia una volontà di esserci per i propri figli (o fratelli, sorelle), di creare occasioni di esperienze positive, di lottare per migliorare e se non è possibile, di mantenere l’esistente, una speranza carsica che la vita è la Vita e l’esserci insieme è preferibile che essere soli, che è prezioso il battere infantile delle mani, l’abbraccio ed il sorriso che questi ragazzi sanno donare.

    Questo è quello che abbiamo vissuto e credo sia questo il valore ultimo, la valenza propria di questo soggiorno tanto speciale.

    Un “Grazie” a tutti dal Gruppo dell’Amicizia