Cronaca della riunione di lunedì 1° febbraio 2021 ore 21,00 (diciottesima dell’anno rotariano)

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    PIATTAFORMA ZOOM – INTERCLUB

    Dopo il saluto del Governatore Maestri, ha preso la parola don Tiziano Zoli, prefetto del Rotary Club Castel Bolognese Romagna Ovest, per una breve presentazione del prof. Franco Nembrini, grande divulgatore appassionato di Dante, Leopardi e Miguel Mañara.

    L’occasione è l’anno di Dante nei 700 anni dalla sua morte e l’intuizione di Nembrini di come il messaggio di Dante sia attuale anche oggi e coinvolga tutti noi. Ha portato infatti numerosi esempi che, nel corso della sua vita, lo hanno fatto riflettere su come quello che Dante racconta nelle terzine della Divina Commedia sia rivolto proprio a lui e, per riflesso, a tutti gli uomini e le donne. La Divina Commedia allora è la chiave di lettura della vita di ognuno di noi, parla dell’uomo nella sua natura più profonda. Dante nella sua “selva oscura” è in un momento di crisi, è alla ricerca della felicità. Così l’uomo, contraddistinto dall’animale per la presenza del cuore, elemento che Dio (o la natura per chi non crede!) ci ha donato per avere sete di eterno e di infinito.

    Molteplici esperienze di lavoro e personali (è sociologo, docente e padre di quattro figli) hanno portato Nembrini a riflettere sui giovani e sull’educare, a prescindere dai risultati ottenuti o dalle scelte. Amare e quindi educare significa accogliere… prima di qualsiasi scelta.

    Nembrini è passato da una riflessione all’altra e con esempi legati alle avventure di Pinocchio e alla Divina Commedia alla sua visione dei giovani e all’idea che gli adulti ne hanno, come una generazione di demotivati e senza interessi. Da qui la grandissima importanza dell’educazione degli adulti (genitori, insegnanti, il parroco….) Nembrini ha evidenziato come non sia l’educazione intesa come insegnamento la via giusta per affrontare il rapporto con i giovani, ma di come il vero insegnamento debba passare prima di tutto dalla testimonianza vera che perviene dall’esempio di come noi stessi viviamo. Siamo una generazione di adulti, ha detto Nembrini, che ha smesso di educare e che vorrebbe plasmare le nuove generazioni secondo le proprie regole e le proprie aspettative. Non è così, ha detto, bisogna amare i giovani per come sono, a prescindere da scelte sbagliate e da atteggiamenti negativi. Solo con la testimonianza e l’esempio si può pensare di crescere giovani “sani”, guidati da sani principi che li portino ad essere adulti responsabili e impegnati. Dobbiamo fare percepire ai giovani che li amiamo per quello che sono, non per quello che ci aspettiamo da loro, così solo favoriremo un giovane a crescere nella ricerca della felicità.

    SOCI PRESENTI 6+3 PERCENTUALE 13,64%