Cronaca della riunione di giovedì 30 gennaio 2020 (diciottesima dell’anno rotariano)

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    Circolo Unione – Serata dedicata al ricordo di Antonino Bogliolo.

    Dopo la presentazione della serata da parte di Paolo Sani, Presidente del Circolo Unione e padrone di casa, hanno preso la parola i relatori: gli ingegneri Francesco e Roberto Mascellani (nostro Socio) che hanno ricordato la vita del proprio nonno materno Antonino Bogliolo che fu, fra l’altro, nel secondo dopoguerra Socio fondatore del Club Rotary di Ferrara.

    Antonino Bogliolo nasce a Roma nel 1892 da una famiglia di origine ligure e francese e dedica l’intera sua vita al mondo dell’agricoltura operando sin da giovane nelle tenute di proprietà della società Fondi Rustici di Roma, a Mirandola e a Migliaro di Ferrara.

    Dopo l’interruzione del periodo bellico viene nominato Direttore dell’Azienda Agricola di Coltano, 3.000 ettari in provincia di Lucca e Massa Carrara donati dalla Corona nell’immediato dopoguerra all’Opera Pia Nazionale Combattenti.

    A Coltano, nell’arco di un decennio, l’Azienda valliva e prevalentemente adibita ad allevamento del bestiame, è trasformata utilizzando le tecnologie allora più moderne per il prosciugamento delle valli e la messa a reddito dei terreni agricoli; si insediano colà circa 800 persone anche attraverso l’organizzazione dei servizi fondamentali per la popolazione quali scuola, chiesa, spazi di attività etc.

    Nel 1930 è chiamato a dirigere il comparto agricolo del Gruppo Eridania nella provincia di Ferrara e dirige e coordina le aziende di Tieni (Immobiliare Lodigiana), Ostellato, Filo, Gallare in provincia di Ferrara e l’azienda Lamone a Ravenna per complessivi ben 12.000 ettari.

    Sono 15 anni di intensa attività che portano alla costruzione di ben 150 complessi rurali, un silos per la conservazione delle sementi, alcuni essicatoi e tratti di acquedotti rurali al servizio delle coltivazioni.

    In quel periodo inizia un’intensa attività di partecipazione alle problematiche di gestione dei Consorzi di Bonifica del basso e del medio ferrarese, per 30 anni (1947-1977) dirige da Presidente il Consorzio di Bonifica Secondo Circondario Polesine San Giorgio ed è insieme al Cavalier Orfeo Marchetti, Presidente e Amministratore Delegato della Società Bonifiche Ferraresi, un punto di riferimento importante per l’economia provinciale del secondo dopoguerra, quando Ferrara era la seconda provincia per produzione agricola del Paese e, a livello economico e demografico, la seconda provincia dell’Emilia Romagna dopo il capoluogo bolognese.

    Nel 1962 viene insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

    Antonino attraversa nella sua vita un secolo di grandi trasformazioni del Paese, dalla fase di riorganizzazione post unificazione al ventennio della dittatura fascista sino ai grandi fermenti di riorganizzazione e crescita democratica che, nella continua ricerca di una nuova unità nazionale e sociale, caratterizzarono il Paese negli anni del dopoguerra e del boom economico. E’ un riferimento importante anche a livello nazionale, si distingue come miglior dirigente d’azienda del settore agricolo nel 1942 (e grazie anche al suo contributo una parte delle aziende del Gruppo Eridania nel ferrarese furono risparmiate dalla riorganizzazione fondiaria della Riforma Fanfani degli anni ’50, ottenendo il riconoscimento di aziende modello dal punto di vista agroindustriale) e per lunghissimi anni fu anche Vice Presidente dell’Associazione Nazionale delle Bonifiche.

    Ma accanto ad una vita professionale così intensa e densa di successi va ricordata l’avventura della prima guerra mondiale, laddove Antonino, colto da una grande passione per il volo aeronautico, combatte come Ufficiale pilota nella nascente Aeronautica Italiana e consegue, a riconoscimento del proprio valore, medaglia d’argento e medaglia di bronzo in qualità di pilota di aerei da combattimento e da ricognizione; memorabili alcune battaglie aeree e in particolare quella del 7 luglio 1918 a Montebelluna nel corso della quale l’aereo da caccia pilotato dal Tenente Bogliolo, in squadriglia, abbattè due apparecchi austriaci ottenendo un ulteriore riconoscimento militare.” (a cura dei fratelli Francesco e Roberto Mascellani)

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